LA FINESTRA SUL CAMPETTO

La finestra sul campetto

“ma guarda, non sanno neanche tirare un rigore..e il portiere poi, non deve, dico non deve, muoversi prima del tiro!” pensò il vecchio signor Fedele.
Erano le dodici in punto, e immancabilmente suonò l’ora di pranzo, dalla porta che si aprì, spunto inesorabilmente, come ogni giorno, la giovane volontaria Cinzia.
“Signor Fedele, ancora alla finestra a guardare i ragazzi giocare a calci alla palla?”
“Signorina Cinzia, si chiama calcio, non so più come dirglielo, gioco del calcio, football se preferisce” precisò con pignoleria il buon vecchio.
“va bene, va bene, ma non si annoia mai lei..in fondo è sempre lo stesso gioco”
“cara lei, io da giovane giocavo sa, non nei professionisti ma pur sempre calci alla palla, come dice lei, davo, e poi..”
“..e poi allenava, lo so Signor Fedele, dovrebbe però prima pensare alla sua salute, e curarsi, prendendo tutte le pastiglie che la Suora Chiara le lascia, e non nasconderle sotto il materasso!”
“pastiglie..medicine, supposte e iniezioni, al diavolo..tanto si deve morire tutti prima o poi!” rispose Fedele
“certo Signor Fedele, però se non si cura..addio al campetto, non lo vede più!”
“ma lasci perdere..piuttosto cosa c’è per pranzo?” chiese ironico
“Signor Fedele..” non riuscì a terminare la frase, che subito la concluse il vecchio
“..al diavolo, lo so già, brodo e stracchino..tutti i giorni la stessa sbobba!”
“Signor Fedele, adesso basta, e ringrazi il Comune e tutti i volontari di questa struttura, ringrazi me, ringrazi Suor Chiara..ringrazi pure il Padre eterno se è ancora qui!”
“e c’è da ricordarmelo! Signorina Cinzia..ma io la cosa che ringrazio più di tutte è questa finestra e quel campetto..ormai posso solo esser spettatore”
La conversazione si troncò a quel punto, in silenzio Fedele si spostò sulla sua sedia a rotelle, dalla finestra al tavolo, mentre Cinzia in silenzio apparecchiò e mise il brodo nel piatto. Non volò più una mosca in quel mezzogiorno di piena estate, lei una volta messo tavola uscii, e lentamente chiuse la porta dietro di se.
“al diavolo..il brodo pure mezzo freddo” pensò distrattamente Fedele, ma il suo pensiero principale in quei giorni estivi era per il nipote e per la sua prima finale di calcio, dalla finestra poteva vederlo..quante volte gli disse “ non muoverti prima che il calciatore non abbia tirato il calcio di rigore, ma niente, non riusciva a farlo e per la finale sarebbe stato un problema se si fosse arrivati alla lotteria dei rigori.
Finito il brodo cominciò ad aprire la scatola dello lo stracchino “che vecchiaia del cavolo, potrei almeno camminare e stare vicino a mio nipote Roberto..sul campo potrei aiutarlo a parare più palloni, potrei quasi allenarlo, invece, quando lui si allena o gioca la partita io devo fare la dialisi..fortuna che vedo il campo di pallone da sdraiato con la coda dell’occhio, e oggi pomeriggio sul tardi c’è la finale..speriamo non vadano ai calci di rigore..se no addio.

“Ha finito signor Fedele?” chiese Cinzia entrando veloce nella camera
“certo, e da un bel po’”
“vedo, è già dalla finestra, guardi che la partita di suo nipote e tra sei ore..non le sembra un po’ presto?” chiese Cinzia
“al diavolo, si ricordi che quando allenavo io, ero già sul campo tre ore prima..contemplavo la partita prima che iniziasse”
“già, me lo avrà ripetuto mille volte..ma me ne dimentico sempre, si vede che sto invecchiando” disse ironica
“può dirlo forte, lei non ha mai fatto sport e anche la mente ne risente..io a parte i problemi fisici non causati certo dallo sport..sono molto lucido, vede il campo? Venga alla finestra da me”
“arrivo, eccomi cosa ha il campo?”
“vede le porte?”
“ certo che le vedo” rispose quasi seccata Cinzia
“ vede, quando il portiere è in porta..bhe le vede larghe il doppio, e quando si distende per parare sembra che le braccia non possano raggiungere mai il pallone..ma poi succede che lo raggiungono, almeno a volte naturalmente “
“allora?” chiese Cinzia
“..allora è tempo che porti via i piatti..al diavolo!”
“ma guardi un po’ Signor Fedele, è proprio un maleducato, chiedevo solo!”
“lei non doveva chiedere, doveva ascoltare..noi vecchi siamo qui per raccontare..al diavolo”
“me ne vado e subito, stia tranquillo!” disse seccata Cinzia.
Il buon vecchio aveva proprio un caratteraccio, ma in fondo voleva bene a Cinzia, e che lei non amava lo sport e non lo capiva, mentre Fedele era vissuto per lo sport, ed ora, li su una carrozzella non riusciva più che a pensarlo, così quel suo nipote che giocava per divertirsi, era per lui la sua unica fonte di pensiero..come la sua fonte di pensiero era fargli parare i rigori, doveva stare fermo, non muoversi prima che l’altro calciatore non avesse tirato.

Dopo aver fatto questi pensieri si addormentò davanti alla finestra, gli succedeva spesso, specie d’estate quando il silenzio regnava sovrano in quella stanza. Dormì per qualche ora quando fu svegliato con grande piacere da suo nipote Roberto.
“Nonno? Sveglia, sono Roberto”
“ehi..Roby, sei venuto qui prima della partita, come stai, sei pronto?”
“si Nonno, ma guarda che è solo un gioco, non è che devo prepararmi in modo specifico”
“e lo sapevo..invece devi essere concentrato, lo so che è un gioco, ma il calcio è la trasposizione sportiva della vita” rispose seccato il vecchio
“Nonno, come sei esagerato, piuttosto..tu come stai?”
“al diavolo..tu come stai..io ormai sono vecchio posso crepare da un momento all’altro..piuttosto concentrati, tra un’ora inizia la partita!”
“e va bene, lasciamo stare, mi concentro..e aspetta che lo dico io prima che lo dica tu..in caso di rigore io non mi devo muovere prima che sia calciato il pallone”
“bravo, vedi che ogni tanto mi stai ad ascoltare, facile che la finale finisca ai rigori, qui dalla finestra ho visto tutte le partite e secondo me tra voi e la Virtus finisce ai calci di rigore..e Roby, tu non ne pari quasi mai..e vuoi sapere il perché?”
“lo so Nonno..mi muovo in anticipo e il rigorista la piazza dalla parte opposta alla mia..”
“e allora..al diavolo cerca di non farti fregare! In fondo su un rigore chi ha più da perdere è il rigorista, insomma se tu non pari un rigore per una questione di due, dico due millimetri..bhe sei stato bravo lo stesso, se la stessa cosa avviene per un rigore fallito..bhe il rigorista verrà ricordato per sempre dai suoi tifosi, e non certo per una cosa positiva, hai capito Roby..concentrati e muoviti dopo che il rigorista abbia calciato la palla!”
“ok Nonno, ma ora devo andare”
“vai Roby e ricorda..”
“ho capito..al diavolo adesso lo dico io!”
“bene, il ragazzo in fondo ha il carattere mio” pensò Fedele mentre il nipote usciva dalla stanza.

Nel momento che il nipote uscì, nella camera di Fedele entrò il medico e l’infermiera per la dialisi giornaliera, lo presero, lo distesero sul letto e incominciarono il lavaggio dei reni.
Il vecchio era fermo nello sguardo, impietrito impaurito dalla vecchiaia che ormai possedeva tutto il suo corpo stanco, solo la mente, solo quella andava ad un altro ritmo, il ritmo di quando ancora giocava a pallone, di quando urlava con la fascia da capitano agli altri compagni di piazzare la barriera durante una punizione.
“Signor Fedele, tutto bene?” domandò preoccupato il dottore
lui annui con il capo
“bene, mi stavo preoccupando, di solito durante la dialisi manda al diavolo tutta l’equipe medica!” rispose ironico il dottore.
Ma bene non andava per niente, si sentiva male dentro quel giorno, come se tutti i pensieri della sua vita si fossero intasati nella bocca dello stomaco, sentiva il cuore rallentare ogni qualvolta pensava a qualcosa, solo il gioco del calcio teneva attaccata la spina della vita rimanente, solo il pensiero della partita che giocava il nipote lo faceva vivere ancora un pochino, ma lui sapeva, il medico sapeva, Cinzia sapeva, e anche il nipote capiva che per il vecchio non rimanevano che poche ore ormai, ma la dialisi la fecero anche quel giorno, forse per non fargli capire troppo la situazione, che per altro aveva capito lui per primo, o forse per esorcizzare ancora per qualche attimo la morte, per far finta che lei non ci sia o per avvertirla che qui non si curavano di lei.
Il suo sguardo, anche da sdraiato era come al solito rivolto al campetto che pian piano andava a riempirsi di spettatori e di giocatori in campo, il vecchio non parlò per tutto il tempo della dialisi, fece solo cenno di no con il capo quando gli fu chiesto se voleva essere seduto sulla sedia a rotelle.
Al suo cenno negativo Cinzia rimase stupita, e guardò il medico che non disse nulla e uscì, allora baciò, come non aveva mai fatto prima il capo del vecchio, lui incurante teneva dritto lo sguardo verso il campetto e verso la partita che iniziò.
Il primo tempo finì zero a zero e Cinzia seduta su una sedia vicino al letto di Fedele guardò per la prima volta una partita di calcio, non ci capì credo nulla, ma non disse niente, non chiese niente al vecchio, ormai sapevano tutti e due che non c’era più tempo per le parole, Fedele voleva vedere solo l’incontro di calcio.
Il secondo tempo iniziò e Fedele a cenni fece capire a Cinzia che voleva da bere, Cinzia si alzò dalla sedia, e sempre in silenzio versò dell’acqua in un bicchiere, si avvicinò al vecchio, che facendosi forza alzò il capo sbilenco, così potè continuare a vedere la partita, lui continuava a non parlare, ma i suoi occhi lo facevano per lui, ogni volta che la squadra del nipote, attaccava lui con le pupille sembrava volergli dare forza, ora parlavano non solo gli occhi, ma anche le sopraciglia, le smorfie della bocca e anche i muscoli facciali.
Verso la fine della partita ci fu un fallo netto di un difensore della squadra di Roby, gli occhi del vecchio si spalancarono più che poterono, era rigore, rigore netto, Roby si posizionò in mezzo ai pali, e per una volta diede retta al vecchio, guardò negli occhi l’attaccante, si concentrò sul pallone e questa volta si tuffò un secondo dopo che l’attaccante calciò la palla, per lui, e per il vecchio quel tuffo durò una vita, ma ce la fece, il pallone fu respinto per due millimetri, dico due, e se per il nipote fu una grande festa da parte dei suoi compagni, per il vecchio fu l’ultimo giro di giostra in questa vita, e non importa se la partita fu persa in seguito dal nipote alla lotteria dei calci di rigore, in fondo la palla decisiva dell’ultimo rigore entrò per solo due millimetri, dico due, quindi in fondo era un buon portiere il nipote, adesso aveva imparato bene la regola, mai muoversi prima del tiro del rigorista.

Pubblicato on Mercoledì 26 Dicembre 2007 at 14:13 Lascia un Commento

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